Imboloc

*in copertina – Three lambs, Warwick Goble


Imbolc è un’antica festa celtica, tutt’oggi festeggiata dalle popolazioni  di lingua gaelica.  È la prima fra le feste stagionali gaeliche – insieme a Beltane, Lughnasadh  e Samhain –  dedicate al fuoco. Denominate feste del fuoco, in quanto per celebrarle veniva acceso un fuoco druidico rituale, erano legate al ciclo agricolo pastorale, unica fonte di sostentamento dei Celti.

Dal ciclo pastorale deriva anche l’etimologia del termine imbolc, alla cui origine pare vi fosse o un’antica parola irlandese traducibile con nel grembo o il termine medievale oimelc (latte di pecora). Sembra, però, che tale festività,  legata alla fertilità, sia più antica dei Celti e affondi le sue radici nel neolitico.

Imbolc ricade per tradizione l’1 febbraio, ma i suoi festeggiamenti iniziano al tramonto del 31 gennaio; come vuole la tradizione celtica: il tramonto del sole segna l’inizio di un nuovo giorno. Poiché l’1 febbraio è esattamente a metà fra il solstizio d’inverno e l’equinozio di primavera, il fuoco di Imbolc simboleggiava il fuoco della luce nuova, del passaggio dal buio alla luce, del risveglio e della rinascita.

Era il fuoco della dea della primavera Brigid – a cui la festa era dedicata –  patrona dei guaritori, degli artigiani, dei musicisti e dei poeti, figure a cui la festa è associata perché capaci di sollevare il velo tra visibile ed invisibile. Imbolc è il momento in cui la dea da vecchia ritorna fanciulla. Per lei vengono accesi lumi e candele, ed intrecciate croci e bambole di giunchi che la dea benedice portando fertilità e luce nelle case.

Nei secoli, Imbolc è stata cristianizzata ed associata alla festa della Candelora e a Santa Brigida. Si festeggia dal tramonto del 31 gennaio fino al 2 febbraio e da quest’anno diverrà festa nazionale irlandese.

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