Uno spuntino spaziale: crudo e cantalupo

Questa storia del cibo in orbita mi ha mandata fuori di testa questa settimana. 

Te lo immagini? Fluttuare a mezz’aria mentre cerchi di spalmare la maionese sul panino, o peggio mentre guardi inerme il tuo cibo svolazzare intorno a te in preda ad una fame boia.

Allora mi sono chiesta: cosa mangerebbe un astronauta che non sia liofilizzato e che non debba essere ingurgitato con l’ausilio di una cannuccia? 

La risposta è semplice gustosa e colorata, my dear: l’insostituibile crudo e cantalupo. 

Quando le ricette sono così semplici ché tutto ciò di cui hai bisogno sono di fatto due ingredienti, un piatto e un coltello, be’ hai pure quei dieci minuti per leggere due curiosità sugli ingriedienti – tu guarda, non lo sapevo!

Scopro per esempio, che ‘sto cantalupo non ha nulla a che vedere né con la musica né con gli animali selvatici: pare si chiami così perché veniva portato dai missionari cattolici asiatici al castello pontificio di Cantalupo, in provincia di Rieti. 

Ma non perdiamoci in chiacchiere.

Tutto quello che vi serve per far funzionare questo magico spuntino sono:

– un melone cantalupo (pure due, se avete ospiti), quello con gli spicchi bene in evidenza e la superficie ricoperta di verruche; 

– prosciutto crudo San Daniele o di Parma (se vivete all’estero, non disperate: qualunque prosciutto crudo troviate può funzionare). 

Adesso, ciò che dovete fare è affettare il melone seguendo le indicazioni della natura (gli spicchi sulla sua superficie), rimuovendo con cura la buccia e i semi, e arrotolare il crudo intorno alla fetta. 

Da Galeno di Pergamo agli astronauti nello spazio, questo fresco spuntino non ha eguali gastronomici per semplicità e gusto!

Enjoy!

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