Dalla devozione alla sala d’incisione – GTO’s e l’era delle groupie

In copertina: “The GTO’s at the mixing board” – Cinderella, Mercy, Christine, Frank Zappa, Pamela, Sandra. Ph. credits Julian Wasser

Le GTO sono per me una combinazione della bellezza e della bruttezza del mondo, siamo supreme ma anche dei bassifondi, tutto qui, solo che non c’è un ‘per sempre’.

Per sempre, Miss Mercy

Se potessi tornare nel giugno del ’69 ed intervistare Frank Zappa sulle GTO’s, come ha fatto Ann Arbor Argus – rivista bisettimanale americana che dal ’69 al ’71 ha sparso il seme della controcultura – ,probabilmente concentreresti la tua attenzione sugli occhi di lui che sorridono ancor prima delle labbra e che tradiscono una certa malizia, mentre afferma di quanto il suo socio sia rabbrividito nell’ascoltare per la prima volta quell’album. Oltre a fatto che, poco ma sicuro, non ci sarebbe stato un solo distributore al mondo disposto ad accettare il peso di quel disco.

Zappa, all’epoca sulla cresta dell’onda con i Mothers of Invention, era costantemente alla ricerca di talenti nuovi ed insoliti da produrre, rivolgendo la sua attenzione a personaggi sopra le righe che facevano di un mix di talento e anticonformismo la loro massima prerogativa. Fondò l’etichetta Straight/Bizarre Records da cui passarono i primi lavori di Alice Cooper, Captain Beefheart e le più smaliziate GTO’s.

Solo un folle penserebbe all’ipotesi di riunire in una sala di registrazione sette groupie regalando loro l’ebrezza di un disco.

Miss Pamela (Pamela Des Barres), Miss Mercy Fontenot (Judith Edra Peters), Miss Cynnderella (Cynthia Sue Wells), Miss Christine (Christine Ann Frka), Miss Lucy (Luz Selenia Offerrall), Miss Sandra (Sandra Lynn Rowe), Miss Sparky (Linda Sue Parker) non hanno infatti retto al pesi di questo progetto strampalato.

GTO’s all’A&M Studios -Los Angeles, novembre 1968

Erano le eroine di cui il rock più impataccato aveva bisogno, sotto l’influsso di un mercurio retrogrado o qualsiasi altra cazzata astrologica e lontane anni luce rispetto al richiamo bon-ton delle Shangri Las, delle Shirelles e delle più familiari Ronettes. Popolavano la scena della californiana Sunset Street, inseguivano i musicisti più papabili del periodo con devozione e leggerezza. Miss Sandra e Miss Christine vivevano nel seminterrato della Log Cabin di Zappa, e all’ultima spettava la salvaguardia della sua prole (Dweezil e Moon Unit), che in seguito spettò a Miss Pamela.

Le GTO’s – se lo avessi chiesto direttamente a loro – avrebbero potuto tranquillamente essere tutto ed essere niente. A noi è dato sapere che di certo non fossero brave musiciste. Ma come disse Zappa, scrivono materiale interessante e hanno qualcosa da dire. Adesso non è che sia influente che il materiale a cui Zappa si riferiva non fosse uscito propriamente dalla loro inventiva, neppure che la spacconeria di diciassette tracce attirasse l’attenzione più di quel certo qualcosa da dire.
Avevano dalla loro gli accompagnamenti di Jeff Beck degli Yardbirds e di Davy Jones dei Monkees, oltre ai favori di un giovanissimo Rod Stewart (che si concesse per la durata di un solo pezzo).

Eppure, un giorno del ’69, dai sobborghi dell’underground emergono quelle vocine stridule agitate dall’inesperienza e da un’artificiosa innocenza. Ragazzine dall’aspetto bello ed eccentrico, le Figlie Fedeli dei ’60s in fuga da famiglie proletarie e perbeniste che venivano risucchiate dal vortice della controcultura. The Cherry Sisters prima, e dopo vari tentativi approdate al nome GTO’s sotto consiglio esperto di Zappa. Un nome che potrebbe significare Girls Together Occasionally, ancora meglio Girls Together Orally.

Alice Cooper, Neal Smith e Michael Bruce con le GTO’s

La formazione ricalcava l’instabilità di quell’unione mortifera e poteva variare da cinque a sette componenti, perché nascevano libere e morivano così come sono venute al mondo. Personaggi sbalorditivi ed eccentrici, dalle sopracciglia talvolta dipinte come Marlene Dietrich e rossetto rosso scuro, intortate in un abbigliamento che arrivava a sfiorare i trent’anni precedenti e trasudava un feticismo quasi gitano. Forse non fu esattamente per loro volere che concessero pochi live e la loro vita come band durò per mezz’ora di album.

Zappa le aveva concepite come una creazione sociologica a cui aveva categoricamente vietato l’uso di droghe, perché se vuoi fare il musicista coi controcazzi e non lo sciacqualattughe quella merda è meglio che te la risparmi.
E la meteora delle GTO’s si dissolve.
Appunto, quando la merda – tutta– viene fuori.

Poco dopo la pubblicazione del loro unico lavoro, la polizia fa irruzione al Landmark Hotel, nell’appartamento che Christine, Cynderella e Mercy iniziarono a condividere poco tempo prima. Trovarono un putiferio di siringhe, eroina e cocaina, alcune delle quali nascoste nel water. Le tre vennero ammanettate e buttate in cella, in attesa che i genitori pagassero loro la cauzione.
Risultato? A Frank girarono le balle e annullò il contratto, interrompendo ogni rapporto con loro.

La loro breve (in)esperienza ci ha regalato Permanent Damage, un album-corollario di frasi insensate tipiche del lembo più degenerato e svenduto di quella cultura psichedelica carburata da droghe e visioni oniriche, tra musica e chiacchiere rubate. La traccia conversativa in assoluto più godibile è ‘Miss Christine’s First Conversation With The Plaster Caster of Chicago‘, in cui Miss Christine parlotta al telefono con Cynthia Plaster Caster e le due disquisiscono sulla sua collezione di calchi di peni di rockstar creati da Cynthia (tra cui quello di Hendrix).
I pochi pezzi musicali – il più bello in assoluto, ‘Do Me In Once And I’ll Be Sad, Do Me In Twice And I’ll Know Better (Circular Circulation)‘ – portano tracce pesantissime di Zappa, del suo gusto, delle sue sonorità pungenti e geniali oltre a prendersi gioco del mainstream, esattamente come fu per i Mothers.

Un aspetto rassicurante: ad ogni nota che riuscivano a cannare, le GTO’s erano lì a martellarti con forza il cervello al pensiero che il loro vero punto di forza consistesse piuttosto nell’incarnare uno stile di vita alternativo ed emancipato, che ti sdrammatizzavano una giornata andata male o ti facevano alienare da qualsiasi ingessatura intellettuale.
Chiaro, poi, che l’ultima nota esilarante del GTO’s Phenomenon fossero i ringraziamenti in copertina.

The Girls want to dedicate this album to the following:

Miss Pamela: Jimmy Page, The Flying Burrito Brothers and Jesus.
Miss Mercy: Joe Bryath and Brian.
Miss Christine: Brother Jimmy, the Billiard Den and Doug Kirshau.
Miss Cinderella: Larry and Barry.
Miss Sandra: Raven, Klondike Car Owner, Magic and Jesus.


‘Sto Jesus dovremmo ringraziarlo pure noi, per aver donato le GTO’s alla human race.

TRACKLIST:


1. The Eureka Springs Garbage Truck Lady
2. Miss Pamela And Miss Sparky Discuss Stuffed Bras And Some Of Their Gym Class Experiences
3. Who’s Jim Sox?T
4. Kansas And The BTO’s
5. The Captain’s Fat Theresa Shoes
6. Wouldn’t It Be Sad If There Were No Cones?
7. Do Me In Once And I’ll Be Sad, Do Me In Twice And I’ll Know Better (Circular Circulation)
8. The Moche Monster Review
9. TV Lives
10. Rodney
11. I Have A Paintbrush In My Hand To Color A Triangle
12. Miss Christine’s Firts Conversation With The Plaster Caster Of Chicago
13. The Original GTO’s
14. The Ghost Chained To The Past, Present, And Future (Shock Treatment)
15. Love On An Eleven Year Old Level
16. Miss Pamela’s First Conversation With The Plaster Caster of Chicago
17. I’m In Love With The Ooo-Ooo Man


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